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Sono nato a Milano il 5 settembre 1941,
diplomato ragioniere al "Carlo Cattaneo" nel
1960, dopo "brillanti" anni d'ufficio, nel 1972
vengo spinto da Walter Valdi ad esibirmi al Derby Club
di Milano. Dopo due anni di duro doppio lavoro, diviso
tra palcoscenico e scrivania, decido finalmente di dare
le dimissioni da vice direttore commerciale nella Galbusera
Biscotti, per abbracciare la carriera professionistica
dell'attore, buttandomi nel cabaret: il mio personaggio
era quello di un ragioniere, umile impiegato.
Nel corso naturale delle cose, nel '77 arriva la televisione
e in autunno vado in onda con una trasmissione per bambini
("Qua la zampa", dove sono "Salvatore l'inventore"
che crea strani incroci di animali), ma soprattutto il
leggendario programma "Non stop", che si dice
abbia dato una significativa svolta al modo di fare televisione.
In questo caso i compagni di avventura sono "I Gatti
di Vicolo Miracoli", "La Smorfia", "Boris
Makaresko", Marco Messeri, Nicola Arigliano e tanti
altri.
Nel '79 inizia anche l'avventura teatrale con "L'angelo
azzurro" di Amendola-Corbucci con la regia di Vito
Molinari, con Minnie Minoprio e Margherita Fumero (che
poi diventerà il prototipo di moglie del povero
Beruschi), e l'attività proseguirà per molto
tempo, facendomi sperimentare diversi generi.
Negli stessi anni debutto anche nel cinema con delle particine,
poi seguono commedie-cult degli anni settanta-ottanta
che hanno avuto molto successo come "La soldatessa
alle grandi manovre", e film d'autore come "Un
borghese piccolo piccolo" del 1977. Negli anni '90
si interrompe la mia attività nel cinema, ma prosegue
quella teatrale, e negli ultimi tempi assumo dei ruoli
significativi nella fiction per la TV.
Da ultimo mi cimento anche in ruoli cantati in operette
e nella lirica.
E l'avventura ancora continua
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